Per un’Europa che guardi al mondo. Appello ai cristiani e alle persone di buona volontà

2 marzo 2026  ore 10.30-17.30

Aula GIULIO CESARE al CAMPIDOGLIO 

 ingresso dalla Sala della Protomoteca

IN UN MONDO SCOSSO DA CRISI GLOBALI E DALLA RAPIDITA’ DEI MUTAMENTI DEL NOSTRO TEMPO, L’EUROPA DEVE RITROVARE LA SUA VOCAZIONE UNIVERSALE

L’incontro vuole promuovere un appello per un rilancio spirituale, economico, istituzionale di un’Europa che sappia ritrovare le proprie radici e, soprattutto, un rinnovato entusiasmo degli europei per rilanciare un processo di integrazione e di unificazione per una nuova Unione. 

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L’evento sarà trasmesso anche in streaming sul canale YouTube della Fondazione Giulio Pastore

 

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Per un’Europa che guardi al mondo. Appello ai cristiani e alle persone di buona volontà di Patrizio Bianchi,  Sergio Fabbrini, Luigi Paganetto, Vincenzo Paglia, Vincenzo Scotti, eurilink, 2026.

 
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Sono disponibili le traduzioni in lingua inglese e in lingua francese:

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COMUNICATO STAMPA

Lunedì 2 marzo ore 10.30, a Roma in Campidoglio presso l’Aula Giulio Cesare, si svolgerà un incontro di carattere internazionale dal titolo “Per un’Europa che guardi al mondo. Appello ai cristiani e alle persone di buona volontà”, organizzato dall’Associazione Culturale “Progetto Europa Domani” in collaborazione con la Fondazione Giulio Pastore, il Centro di Documentazione Europea della Università LUMSA e l’Archivio per la storia del movimento sociale cattolico in Italia «Mario Romani». L’evento sarà l’occasione per presentare il volume con le riflessioni sul tema di Patrizio Bianchi, Sergio Fabbrini, Luigi Paganetto, Vincenzo Paglia e Vincenzo Scotti e per porre in campo idee e iniziative per una ripresa del processo di integrazione europea. La sede scelta è particolarmente significativa: in Campidoglio furono infatti firmati i Trattati di Roma del 25 marzo 1957 che istituirono la Comunità Economica Europea. 

Fulcro dell’incontro sarà la condivisione di un appello rivolto a tutti gli europei affinché mobilitino la loro “buona volontà” lavorando insieme per la pace e la democrazia. È indispensabile che l’Europa ritrovi la sua centralità in questo contesto globale, segnato da incertezze e conflittualità, per affermare i propri valori, consapevoli che senza un’Europa forte e coesa non vi può essere pace e sviluppo nel mondo.  Secondo i promotori serve un’Europa a più cerchi, con al centro un’unione federale, che sviluppi una politica estera e di difesa unitaria, una politica economica comune che completi l’unione monetaria con una necessaria politica fiscale congiunta, una politica dei diritti umani che si unisca – come esplicitato in modo mirabile nel Secondo Articolo della Costituzione Italiana – “con il dovere inderogabile della solidarietà”. Oggi è il tempo opportuno perché il cristianesimo europeo riprenda l’iniziativa e spinga l’umanità intera a concepirsi come un’unica famiglia che abita una unica casa.