Eventi e Iniziative

15/02/2021

Seminario on line nel cinquantesimo dalla costituzione della Fondazione Giulio Pastore

diretta sul canale  YouTube FGP

10/02/2021

 

«Ebbi la ventura di essere parte di quel disegno e non posso dimenticare l'irriducibile fiducia che essi ponevano nei lavoratori e nel sindacato».

Erano Giulio Pastore e Mario Romani le persone cui Franco Marini si riferiva in un suo intervento del 1988. Uno scritto, qui riportato integralmente, in cui si riflettono i valori appresi negli anni giovanili della sua formazione cattolica riletti nella modernità di un linguaggio e di una cultura cislina che avrebbe sempre portato con sé sin dal Corso lungo del 1956 al Centro studi.

Trent’anni dopo, diventato segretario generale della Cisl, quell’impostazione continuava ad essere il termine di confronto critico per ogni sua scelta quotidiana. Soprattutto quelle più sofferte e controverse come quando il dibattito sulla possibile regolazione dello sciopero nei pubblici servizi toccava i nervi sempre scoperti dell’intervento legislativo su materie riconducibili alla piena autonomia del sindacato. E allora Marini si chiedeva: che direbbe oggi Romani? Romani le cui concezioni si fondavano sui fatti e sui percorsi storici in costante cambiamento. Romani che «ci sollecitava ad una visione dinamica degli obiettivi del sindacato e dei suoi mezzi d'azione». Romani che considerava il sindacato «elemento insopprimibile delle condizioni generali di vita che favoriscono il completo sviluppo della personalità umana».

Quel Romani da cui aveva imparato che l’emancipazione dei lavoratori richiedeva innanzitutto la conoscenza e il rispetto delle loro condizioni di vita e di tutte le multiformi manifestazioni del lavoro dipendente. Per cui ogni «scelta pratica» implicava una continua assunzione di responsabilità riguardo gli obiettivi specifici dell’azione sindacale, nell’elaborazione dei contenuti e delle modalità di impiego del contratto collettivo e dello sciopero, al fine di perseguire la sempre possibile «composizione equilibrata, espressione di responsabilità inedite, ampie e rivolte al bene comune». Quel Romani, infine, che aveva grande rispetto umano e intellettuale per gli uomini del sindacato immersi e sfidati dalle tensioni del proprio tempo.

Senza infingimenti e con la sofferta umiltà del vero leader, Marini ammetteva che a quella domanda «non ho una risposta sicura».

Una grande lezione, la sua, per chi riduce la storia allo sventolio delle bandiere, al fronteggiarsi delle truppe sulla linea di confini insuperabili. Alla ricerca di chi, di volta in volta, è il vincitore o il vinto.

Lo storico della Cisl Vincenzo Saba, di cui Marini era allievo prediletto, scrivendo di quando Marini diventò segretario generale aggiunto di Carniti, non trascurava le divaricazioni politico-organizzative tra loro, ma considerava la reciproca condivisione del carattere innovativo della Cisl anche come dato di coscienza misurato sui valori ispiratori pur nei margini ampi della dialettica politica democratica. Una garanzia di sicurezza di cui hanno bisogno i militanti e i quadri dell’organizzazione.

Quegli stessi quadri e militanti che Marini in un suo testo di fine Novecento, chiamava a «ripensare il loro cammino personale e collettivo, a gettare lo sguardo sul nucleo essenziale della vicenda sindacale della Cisl e, contemporaneamente, a saldare storia e speranza, radici salde e rinnovato slancio verso ciò che intensamente ci attende». Il continuo manifestarsi di vecchie e nuove forme di emarginazione sociale, l’indebolirsi della tensione alla solidarietà, anche all’interno del mondo del lavoro dipendente, erano solo nuove prove per la fertilità del seme gettato dai fondatori, «ma il terreno su cui cade quel seme siamo noi uomini e donne organizzati liberamente e democraticamente in questa singolare esperienza civile. Anche il sindacalismo degli anni a venire – concludeva – sarà fatto soprattutto di persone che si impegnano in libertà, spesso con altruismo, per far progredire le cose. Sarà fatto di testimonianze vere».

di Aldo Carera

L’allegato testo di Franco Marini riproduce il suo intervento al convegno di studi «Il risorgimento sindacale in Italia negli scritti e discorsi di Mario Romani (1951-1971) organizzato dalla Fondazione Giulio Pastore a Roma nell'ottobre del 1989 in collaborazione con la Cisl e con il patrocinio del Cnel. Al convegno sono intervenuti anche Giovanni Marongiu (presidente della FGP), Sergio Zaninelli, Vincenzo Saba, Mario Grandi, Alberto Cova, Giulio Sapelli e Ada Ferrari. Gli atti del convegno sono stati pubblicati negli «Annali della Fondazione Giulio Pastore, a. XVII (1988).

30/11/2020

L'iniziativa a cura del Centro studi Cisl di Firenze e Fondazione E.Tarantelli Centro studi ricerca e formazione, è realizzata in collaborazione con la Fondazione Giulio Pastore, la Fondazione Vera Nocentini, BiblioLavoro, l'Archivio Storico Cisl Emilia Centrale, l'Archivio Storico Usr Cisl Veneto.

Il programma è articolato in due sessioni giornaliere:

Prima sessione del 9 dicembre

Apertura dei lavori, affidata a Francesco Scrima, direttore del Centro Studi Cisl di Firenze, segue la presentazione del seminario a cura di Francesco Lauria, Centro Studi Cisl di Firenze.

Intervengono: Aldo Carera, Presidente della Fondazione Giulio Pastore, Università Cattolica-Milano, Adriana Coppola, Università Cattolica-Milano, Fnp Lombardia, Bruno Manghi, sociologo, già direttore del Centro Studi Cisl

Seconda sessione del 10 dicembre

Intervengono: Giuseppe Acocella, Magnifico Rettore Università di Benevento “Giustino Fortunato”, già direttore del Centro Studi Cisl, Ettore Bucci, Università degli studi di Pisa e borsista presso Centro Universitario Cattolico della CEI, Giuseppe Iuliano, Dip. Internazionale Cisl - Università Lumsa, Alberto Cuevas, sindacalista, Giuseppe Gallo, Presidente Fondazione Ezio Tarantelli, Daniela Fumarola, Segretaria confederale Cisl Nazionale.
 


in allegato il programma dettagliato

per iscrizioni contattare il Responsabile del Seminario: Francesco Lauria (info: francesco.lauria@cisl.it)

 

 

02/10/2020

Riparti Italia, riparti cultura” è il titolo dell’iniziativa promossa dall’Associazione delle istituzioni di cultura italiane (AICI) in collaborazione con le fondazioni e gli istituti associati della Lombardia.

L’evento avrà luogo a Milano, presso la sala della Fondazione Feltrinelli, il 5 ottobre: nella mattinata, dedicata al ruolo e alle prospettive delle istituzioni culturali nella difficile e delicata fase di ripresa del Paese successiva al lockdown, dopo il saluto dell’assessore alla cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno e del Presidente della Fondazione Feltrinelli Carlo Feltrinelli, dialogheranno con il presidente dell’AICI Valdo Spini, il Commissario europeo per l’economia, Paolo Gentiloni; il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini; l’assessore per la cultura e le autonomie della Regione Lombardia, Stefano Bruno Galli; la presidente della Fondazione Bracco, Diana Bracco, il Rettore dell’Università degli studi di Milano Elio Franzini; la Vicedirettrice dell’Ufficio per i lavoratori (Actrav) dell’ILO (International Labour Organization) Anna Biondi Bird e il ministro plenipotenziario Emilia Gatto.

Nel pomeriggio, una relazione della prof.ssa Paola Dubini, economista della cultura, docente dell’Università Bocconi, introdurrà un workshop nel corso del quale gli istituti e le fondazioni, della Lombardia – tra le regioni maggiormente colpite dalla pandemia – e non solo, si confronteranno sulle esperienza maturate nel corso del lockdown e della successiva fase di riapertura delle attività, e sulle relative criticità, nonché sulle innovazioni e sulle opportunità che scaturiscono da scenari del tutto inediti e dalle sfide che ne sono derivate. È previsto l’intervento del Direttore generale educazione, ricerca e istituzioni culturali del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, dott. Mario Turetta.

“Abbiamo scelto Milano – sottolinea il Presidente dell’Aici Valdo Spini – perché la Lombardia è stata la regione più duramente colpita dalla pandemia del Covid 19. Vogliamo dare un segnale di solidarietà ai nostri soci lombardi e nel contempo manifestare pubblicamente come gli istituti e le fondazioni culturali siano pronti e disponibili a dare tutto il loro contributo alla ripresa del paese.”

 

28/09/2020

Il 14 ottobre prossimo ricorre l’anniversario della scomparsa di Giulio Pastore (1902-1969). In questa occasione ricorderemo anche il figlio monsignor Pierfranco (1927-2015) a cinque anni dalla scomparsa.

In loro suffragio e in loro memoria verrà celebrata la Santa Messa, mercoledì 14 ottobre 2020 alle ore 17,00 presso la Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo in via del Corso 437, in Roma.

Officierà la celebrazione don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio Nazionale CEI per i problemi sociali e il lavoro.

A causa delle restrizioni imposte dall'attuale situazione sanitaria, i posti disponibili presso la Basilica sono massimo 80.

18/05/2020

               
 
Passato e futuro del lavoro a 50 anni dal varo dello Statuto dei lavoratori
 
Nella giornata del 20 maggio in occasione del Cinquantesimo anniversario dello Statuto sono in programma un convegno istituzionale, una mostra multimediale sugli anni Sessanta e un seminario di studi sul lavoro del futuro.
 
ll convegno è organizzato dalle fondazioni Di Vittorio, Pastore e Buozzi in collaborazione con il Comitato per gli anniversari di interesse nazionale della Presidenza del Consiglio.
 
Alle ore 11.30 il convegno potrà essere seguito on line sulla piattaforma www.Statutodeilavoratori50.it.
 
Dalle ore 14.30 sulla piattaforma www.illavorodelfuturo.com si potrà partecipare al seminario di studi live su “Il lavoro del futuro, oltre la pandemia”. 
 
 
 
 
Si allega il comunicato stampa delle tre Fondazioni;
 

L'economia italiana a fine decennio il prof. Aldo Carera interviene nel video contenuto nella mostra multimediale disponibile su www.Statutodeilavoratori50.it.
 
 
 20/05/2020 Seminario CISL Persona e lavoro, la sfida delle nuove tutele a 50 anni dallo Statuto dei lavoratori tenuto dalla Cisl Nazionale in videoconferenza.
 

<< il lavoro sta cambiando, dal lavoro, dalla sua dignità e qualità, dipende il futuro dell’Italia e dell’Europa >>. 

Il Presidente Sergio Mattarella nell’anniversario per i 50 anni della legge sullo Statuto dei lavoratori.

 
27/04/2020

Lo slancio innovativo dei fondatori costituisce un patrimonio che a ogni ricorrenza merita di essere verificato da una solida riflessione su di sé. Così è per la Cisl a settant’anni da quel 30 aprile 1950 in cui i rappresentanti delle forze sindacali democratiche hanno proclamato i medesimi ideali di libertà, di solidarietà di giustizia sociale affermati dai padri della Repubblica.’’ (Aldo Carera, Avvenire 29 aprile 2020).

Cisl, 70 anni di risorgimento sindacale di Aldo Carera presidente della Fondazione, Articolo integrale

leggi anche:

Perchè una storia continui di Gigi Petteni presidente INAS 

Lettera di Annamaria Furlan agli iscritti e ai delegati CISL 

Centralità della persona e partecipzione le vie per ricostruire dopo la pandemia di Annamaria Furlan, (Avvenire 30 aprile

Le sfide vinte, il ruolo decisivo per la ricostruzione di Annamaria Furlan, (Conquiste del Lavoro 30 aprile 2020)

 

Messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte

 

70 anni della CISL di Maurizio Sacconi in formiche.net

Emmanuele Massagli, @ADAPTLAND 

 

 

 

 

 

10/03/2020

Al fine di tutelare la salute e contribuire al contenimento della diffusione del Covid-19, in conformità a quanto disposto nel DPCM del 9.3.2020, la sede della Fondazione rimarrà chiusa fino a nuove disposizioni. Sarà attivo il servizio di reference da remoto per la biblioteca e per l'archivio, tramite le mail biblioteca.pastore@tiscali.it - archivio@fondazionepastore.it

Restano attivi gli indirizzi e-mail della segreteria e dell'amministrazione, info@fondazionepastore.it / presidenza@fondazionepastore.it, e il recapito telefonico 328 5814347.

saluti cordiali

Aldo Carera

26/11/2019

Nell'ambito delle iniziative per i 50 anni dalla scomparsa di Giulio Pastore, il 6 dicembre in Università Cattolica, si svolgerà il Convegno dal titolo

“L’UOMO DEL SUD” E LO SVILUPPO
A 50 anni dalla scomparsa di Giulio Pastore, Ministro del Mezzogiorno e delle aree depresse (1958-1968), la rilevanza storica e l’attualità dei processi di emancipazione umana e sociale
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in allegato il programma dell'evento organizzato da

FONDAZIONE GIULIO PASTORE, ARCHIVIO PER LA STORIA DEL MOVIMENTO SOCIALE CATTOLICO IN ITALIA “MARIO ROMANI”, e DIPARTIMENTO DI STORIA DELL’ECONOMIA, DELLA SOCIETÀ E DI SCIENZE DEL TERRITORIO “MARIO ROMANI”.

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