Sindacati e reti di welfare in Europa/ a cura di Andrea Ciarini e Gustavo De Santis. Roma: INAS CISL, [2008]. 160 p. In testa al front.: Fondazione Giulio Pastore; OECD. 978-88-95831-00-8.

Gli atti del convegno tenutosi a Trento nel 2007 intendono sviluppare in modo transnazionale il ruolo del sindacato come attore che diviene parte integrante del nuovo assetto di welfare. In Italia il dibattito sul welfare si è sviluppato soprattutto attorno all'implementazione – tutt'altro che semplice, omogenea a livello territoriale e meramente tecnica – della Legge 328/2000. In questo nuovo assetto il sindacato può andare oltre il suo ruolo tradizionale di tutela organizzata dei lavoratori per sfruttare la parabola che l'ha portata a istituzionalizzarsi e a essere interlocutore stabile e riconosciuto da tutte le parti fra politica e società civile. I paralleli con gli altri Paesi europei, studiati quasi tutti da giovani ricercatori, mettono in luce proprio la peculiarità italiana rispetto a quelle del Regno Unito, della Svezia, della Germania, del Belgio (Fiandre), della Polonia, della Spagna. Il vantaggio che il sindacato avrebbe in questo nuovo assetto amministrativo consisterebbe nell'avere una diffusione estremamente capillare su tutto il territorio e nell'aver svolto, nell'arco di mezzo secolo, un ruolo di cerniera (talvolta di supplenza) fra politica e servizi sociali. Tale ruolo è ancora più visibile nel caso particolare dei patronati come l'INAS e gli altri presenti in Italia.