Saba Vincenzo. Gli elettrici tra coscienza del posto e nuove responsabilità sociali: Pagine di vita quotidiana della Flaei-Cisl (1950-1993). Milano: Franco Angeli, 1994. 573 p. (Fondazione Giulio Pastore. Storia del Lavoro e del Sindacato; 5).

Storia di una federazione sindacale vista dall’interno, seguita, cioè, nei suoi aspetti quotidiani e, per di più, soprattutto attraverso fonti ugualmente interne, in prevalenza relazioni presentate in occasione delle riunioni degli organi e verbali quasi stenografici delle riunioni stesse, scritta così, dando la parola agli stessi protagonisti: una storia «interna» che, peraltro, è assolutamente necessaria per conoscere aspetti per così dire essenziali dell’organizzazione sindacale, quali i processi di sindacalizzazione, che altrimenti correrebbero il rischio di essere ignorati. Oggi, comunque, dato il grande rilievo che i problemi sindacali hanno nella vita civile e politica, oltre che nella vita economica, narrare la storia del sindacato dall’interno non solo non impedisce ma anzi consente di entrare molto efficacemente nel cuore dei grandi problemi del contesto generale, da quelli economico – produttivi a quelli politico – istituzionali. Sono continui, quindi, in questa storia di una federazione di lavoratori di aziende elettriche, i riferimenti a problemi e avvenimenti dell’industria elettrica e in genere del settore delle fonti di energia, sia prima che dopo la nazionalizzazione, fino agli ultimi avvenimenti connessi alla «privatizzazione». Ampio spazio viene dedicato, infine, nel volume, ai collegamenti con la storia della Cisl, in tutta la sua complessa e originale problematica: con particolare riguardo al ruolo che la Flaei ebbe sulla questione dell’unità sindacale nel primo quinquennio degli anni Settanta, allorché, com’è ampiamente narrato in uno dei capitoli centrali, si verificò la vicenda di una Flaei divisa in una Cisl divisa. Sta soprattutto in questi aspetti – la capacità di passare dalla storia particolare alla storia generale e di intrecciare continuamente l’esperienza di una federazione con quella di una confederazione – l’originalità dell’opera che, sotto questo profilo, può essere considerata un contributo importante al rinnovamento della storiografia sul movimento sindacale.