Quale welfare domani?

“QUALE WELFARE DOMANI?” è il titolo dell’iniziativa promossa dal Forum Nazionale del Terzo Settore riferita alla presentazione dei volumi: “Il Welfare di prossimità. Partecipazione attiva, inclusione sociale e comunità” a cura di Francesco Messia e Chiara Venturelli, e “Buono è giusto. Il Welfare che costruiremo insieme” di Johnny Dotti e Maurizio Regosa.

L’evento si terrà mercoledì 2 marzo 2016, alle ore 15.00 presso Roma Eventi - Fontana di Trevi", Sala Carducci, Piazza della Pilotta 4. Per partecipare è necessaria la registrazione, inviando mail a forum@forumterzosettore.it.

I lavori saranno introdotti da Pietro Barbieri, Portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore. Ne discutono: Sen. Nerina Dirindin, capogruppo PD Commissione Sanità; On. Donata Lenzi, capogruppo PD Commissione Affari Sociali; Raffaele Tangorra, Direttore Generale per l’inclusione e i diritti sociali al Ministero del Lavoro e Politiche Sociali, Rita Visini, assessore alle Politiche Sociali Regione Lazio; Stefano Tassinari, Coordinatore Consulta Welfare del Forum Terzo Settore; Carlo Borgomeo, Presidente Fondazione CON IL SUD; Giorgio Righetti, Direttore Generale Acri, Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio. E con gli autori dei volumi: Andrea Canevaro, Francesco Messia e Chiara Venturelli (curatori del libro); Johnny Dotti e Maurizio Regosa.

SCHEDE DEI VOLUMI:

- “Il Welfare di prossimità - Partecipazione attiva, inclusione sociale e comunità”. Nel quadro del dibattito attuale e urgente sulle forme alternative e praticabili di welfare, il volume raccoglie contributi provenienti da diverse esperienze e territori - una fattoria sociale, i servizi di collocamento mirato, le associazioni di volontariato, la cooperazione sociale, i servizi socio-sanitari - proponendo un cambiamento di paradigma culturale ed economico. Al centro viene messa la prossimità, che può diventare una soluzione per ottimizzare risorse e qualità della vita tramite nuove forme di scambio e collaborazioni che non si limitano a "tollerare" la diversità ma la valorizzano. Il welfare di prossimità, che già esiste, ha bisogno di essere perfezionato con le istituzioni esistenti, come sistema aperto capace di affrontare le sfide del futuro.

- “Buono è giusto. Il Welfare che costruiremo insieme”. Welfare non è un servizio, ma è una relazione. Avere cura degli altri è agire un modo di stare al mondo, è una dimensione umana che tocca alcuni snodi significativi: ospitalità, autorità, dovere, responsabilità. Ma negli anni il welfare è stato istituzionalizzato, perdendo il suo senso originario. "La mia porta è sempre aperta", ha detto papa Francesco. Aver chiuso la nostra porta, aver spostato tutto, in questi anni, verso l'istituzione è stato frutto di un processo culturale profondo, che ha comportato conseguenze altrettanto profonde. Occorre tornare a un'idea del welfare fondata sulla fiducia, sulla socialità, sulle idee di convivenza e cittadinanza. Questo libro avanza alcune proposte concrete e realizzabili ma soprattutto cerca di disegnare una visione comunitaria del welfare, nel suo necessario legame con la democrazia e la partecipazione.