Il nuovo intervento straordinario per il Mezzogiorno, a cura di Giovanni Marongiu e Giuseppe Di Gaspare. Milano: Franco Angeli, c1988. 190 p. (Fondazione Giulio Pastore; Economia e sociologia del lavoro; 6).88-204-3013-4.

Forse mai una legge, come la legge 1° marzo 1986, n. 64, è stata tanto attesa e, dopo la sua approvazione, tanto contestata. Tanto attesa perché essa doveva porre fine alla lunga agonia della Cassa per il Mezzogiorno e alla paralisi dell’intervento straordinario: ma tanto contestata perché portatrice di soluzioni organizzative e procedurali che sono apparse immediatamente difficili da mettere in opera. D’altra parte, c’erano troppe opposte esigenze da conciliare; l’esigenza, in primo luogo, di mantenere una unità centrale di comando abbastanza forte ed autorevole e quella, in secondo luogo, di consentire finalmente il pieno ingresso dei poteri locali e delle società locali nel loro insieme nel sistema di intervento. Ma altri ed ulteriori erano i problemi da affrontare: un giusto contemperamento fra l’istanza politica e quella tecnica nella programmazione ed attuazione degli investimenti; una più equilibrata distribuzione di poteri fra i molteplici soggetti dell’intervento, in particolare fra quelli addetti al controllo finanziario e quelli preposti all’attuazione delle azioni organiche e all’attività promozionale; e molti altri non meno complessi. Oberato di tanti e tali pesi, l’impianto della legge n. 64 del 1986, pur mostrando una sua coerenza e solidità, non ha probabilmente retto alla prova; ciò non di meno questa legge resta uno dei più arditi tentativi di organizzare un intervento di sviluppo in un’area così vasta come il Mezzogiorno d’Italia ed individua le possibili combinazioni dei molti fattori necessari per l’ulteriore modernizzazione delle regioni meridionali. Questa raccolta di saggi tenta una lettura complessiva e incrociata della legge e ne pone in evidenza pregi e limiti, nell’ottica di una interpretazione aggiornata della questione meridionale.