Formigoni Guido. La scelta occidentale della CISL: Giulio Pastore e l'azione sindacale tra guerra fredda e ricostruzione (1947-1951). Milano: Franco Angeli, 1991. 160 p. (Fondazione Giulio Pastore. Storia del lavoro e del sindacato; 4).

Trattando di un argomento che, in passato, è stato genericamente affrontato a partire da semplicistiche polemiche impostazioni, Guido Formigoni esamina i diversi aspetti della questione riguardante l’opera dei sindacalisti capeggiati da Giulio Pastore fra il 1947 e il 1952. Egli pone l’accento soprattutto sulla “scelta occidentale” della corrente guidata da Pastore. Non sono però trascurati altri aspetti, come quello dei rapporti del sindacato nuovo con il capitalismo italiano: e giustamente si ricorda, a tale proposito, il contrasto fra Pastore e Angelo Costa. Difficile e complesso appare anche, in questa ricerca, il rapporto del sindacato nuovo con la tradizione sociale cristiana. Formigoni esamina tali problemi e quelli strettamente congiunti del rapporto con la Democrazia cristiana e con i governi che allora si succedettero, dando evidenza al fatto, fra l’altro, che il gruppo di Pastore non si confuse con le due più consistenti correnti della sinistra democratica cristiana, la dossettiana e la gronchiana, anzi diede vita ad una terza corrente (di “Forze Sociali”) che si proponeva di far sentire con chiarezza la voce dei lavoratori entro il partito. «La serietà dell’indagine compiuta con rigore scientifico – scrive Fonzi nella sua prefazione al volume – la sensibilità per i diversi aspetti che si intrecciano nel corso della vicenda narrata, possono certamente aiutare il lettore d’oggi che, libero da rigidi schematismi ideologici, desideri accostarsi ad una tematica che ha un rilievo non marginale per la conoscenza dell’Italia contemporanea».