Ciampani Andrea. La buona battaglia: Giulio Pastore e i cattolici sociali nella crisi dell'Italia liberale. Milano: Franco Angeli, 1990. 252 p. (Fondazione Giulio Pastore. Storia del lavoro e del sindacato; 3).

Rileggere gli anni giovanili della vita di Giulio Pastore (1902-1969) e ripercorrere il processo formativo del futuro fondatore della Cisl significa dare un contributo notevole alla ripresa d’identità e alla ricerca delle radici del “sindacato nuovo” nato nel 1950.
Ma nello stesso tempo l’individuazione di un movimento di cattolici sociali, definito dalla profonda unità tra la coscienza d’apostolato e le diverse forme di presenza pubblica, contrapposto a chi tentava di “condurre la fede al di fuori e al di sopra della vita umana e dei suoi bisogni”, può fornire una chiave di lettura nuova per decifrare l’irriducibile originalità del movimento cattolico nei confronti del regime fascista e per comprenderne le dimensioni politiche e sociali.
Il presente volume, che si avvale della ricostruzione biografica e dell’antologia degli articoli pubblicati su “Il Cittadino” di Monza negli anni della direzione di Pastore (1924-1926), porta infatti a rivedere non pochi luoghi comuni; soprattutto quando, mettendo a contatto il movimento cattolico sociale con i tentativi di industrializzazione del primo dopoguerra, lascia intravedere un corpo sociale in sintonia con le linee di fondo dei pontificati ed in grado di dare risposte flessibili ai problemi posti dalla modernizzazione, legando strettamente ideali, interessi ed opere.

Ecco perché la biografia del giovane Pastore, che, propagandista cattolico, giornalista e sindacalista, non aveva mai cessato la “buona battaglia” per affermare il diritto del movimento cattolico a giudicare ed agire secondo la propria concezione della vita contro massoni, socialisti e fascisti, sembra contribuire in modo significativo ad inserire lo studio della presenza dei cattolici nella storia dell’Italia contemporanea.