Capitale umano formazione e lavoro nell’economia della conoscenza. Introduzione di Michele Colasanto; contributi di Rosangela Lodigiani ... [et al.]. Roma: Edizioni Lavoro, 2006. 182 p. (Quaderni della Fondazione Giulio Pastore; 5). 88-7313-177-8.

L'obiettivo di rendere quella europea l'economia della conoscenza più competitiva e dinamica del mondo dichiarato dalla Commissione europea al vertice di Lisbona del 2000 è lo spunto da cui parte la riflessione proposta in questo Quaderno sul nesso tra capitale umano, formazione e lavoro. Tale riflessione consente di guardare più da vicino il dibattito che si è sviluppato in materia riversando sulla formazione attese elevate e diversificate in ordine alla competitività dei sistemi produttivi, all'occupabilità dei lavoratori, all'inclusione sociale e alla partecipazione attiva di tutti i cittadini alla società. Tale orientamento ha prodotto tanto a livello europeo quanto a livello nazionale una revisione dei tradizionali approcci alle politiche di sviluppo, di protezione sociale e del lavoro, innestandosi sul ridisegno complessivo dei sistemi di welfare, ispirato all'idea di una cittadinanza attiva. Ne è il caposaldo lo sviluppo delle politiche di attivazione (activation policies) che, specie nell'ambito delle politiche del lavoro, sono tese a favorire il passaggio dall'assistenza al lavoro (come nei programmi di welfare to work), e a utilizzare le misure di sostegno al reddito e gli ammortizzatori sociali come strumenti per permettere ai lavoratori di affrontare periodi di formazione e riqualificazione e rientrare con rinnovate competenze nel mercato del lavoro. Si delinea, dunque, un mutamento importante, non privo però di ambivalenze e questioni aperte, sulle quali i diversi contributi qui presentati cercano di gettare una luce.