Fondi speciali

Fondo Achille Loria
Achille Loria fu un economista tra i più influenti e più discussi dell’Italia tra Ottocento e Novecento. Nato a Mantova nel 1857 e morto a Luserna San Giovanni (Torino) nel 1943, ha insegnato Economia politica a Siena, a Padova e poi per trent’anni a Torino, dove formò generazioni di intellettuali e dove collaborò con il più giovane Luigi Einaudi. Membro dell’Accademia dei Lincei dal 1902, fu tra gli economisti italiani più conosciuti all’estero e molti dei suoi libri e articoli furono tradotti nelle principali lingue straniere. Senatore del Regno nel 1919 (insieme con Einaudi) durante il Fascismo si tenne in disparte. Fu un autore particolarmente prolifico e un appassionato raccoglitore di libri d’altri, che schedava o dai quali segnava appunti per citazioni da inserire nei suoi lavori, schede e appunti manoscritti che forse servivano anche per dare ordine alla mole di documenti raccolti che Einaudi, che aveva esperienza diretta di quelle raccolte, ricorda disseminati in ogni dove in casa di Loria, su tavoli e sedie in una mescolanza di periodici, opuscoli e libri dei più diversi argomenti. Quanto alla sua ricca biblioteca: forse non si sbaglia troppo se si ipotizza che Mario Romani pensasse di trovarvi spunti per capire meglio la storia economica del passaggio del nostro paese dall’economia agricola a quella agricolo-industriale ma anche per cogliere alle origini alcuni degli elementi che avevano caratterizzato la produzione del Loria come quelli che si riferivano ai fenomeni legati al lavoro e alla condizione dei lavoratori.
Il Fondo Loria venne acquistato nel 1959 per il Centro Studi Cisl di Firenze su suggerimento di Mario Romani e venne trasferito nel 1972 a Roma presso la Fondazione Giulio Pastore appena costituita per “promuovere le ricerche e gli studi aventi per oggetto i problemi del lavoro e dell’esperienza sindacale dei lavoratori sia dal punto di vista delle singole discipline interessate che da quello interdisciplinare” (art. 2 dello “Statuto”). Questi libri divennero il nucleo originario dell'allora nascente biblioteca specializzata a disposizione di tutti i ricercatori e studiosi che avrebbero voluto studiare in Fondazione.
Il Fondo è per gran parte costituito da pubblicazioni di argomento economico (teoria economica, storia economica, storia del pensiero economico, scienza delle finanze, demografia, politica economica e politica monetaria), ma comprende anche testi su questioni di storia, di vita sociale, di diritto e altri che rinviano a temi di attualità del periodo in cui quel corpus fu creato e cioè tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.
Il Fondo librario consta di 1231 opere. Ne è stata completata la catalogazione informatizzata in SBN, corredata di soggettazione.
 
Fondo Aris Accornero
Aris Accornero, professore emerito di Sociologia Industriale presso l'Università di Roma La Sapienza, ha da sempre concentrato le sue ricerche e i suoi lavori sui mutamenti di condizione e di senso del lavoro, dalle certezze del passato fordista alle insicurezze e all'instabilità del presente post-fordista. Il contributo di Accornero allo sviluppo degli studi sul lavoro è stato riconosciuto dall'Università di Ferrara, che nel 2000 ha deciso di conferirgli una Laurea ad honorem.
Ciò che lo ha aiutato ad affrontare le problematiche dei cambiamenti del lavoro sono state le sue esperienze dal punto di vista professionale. Nato nel 1931 ad Asti, Accornero ha infatti svolto attività come operaio dell'industria dal 1946 al 1957. Nel 1959 avviene la pubblicazione del suo primo libro, "Fiat confino" cui segue la pubblicazione di svariati volumi, da "Gli anni '50 in fabbrica" a "Il lavoro come ideologia", fino al recente "San Precario lavora per noi". La sua attività di studio e di ricerca è stata di riferimento per numerose analisi del lavoro, sia operaio che impiegatizio, sia nelle modalità tradizionali che in quelle flessibili.
Il Fondo librario è stato donato nel 2007 e consta di 346 opere. Ne è stata completata la catalogazione informatizzata in SBN, corredata di soggettazione.
 
Fondo Gustavo De Santis
Il Fondo librario Gustavo De Santis è stato donato nel 2009 dall’allora Segretario generale della Fondazione Giulio Pastore. Costantemente incrementato dal donatore, il Fondo consta attualmente di 903 opere raccolte a partire dal 1965, in relazione all’attività di ricerca svolta da De Santis prima alla CISL, poi all’ISVET e infine all’ENI.
Le pubblicazioni riguardano essenzialmente le relazioni industriali a livello nazionale e internazionale, la storia del movimento sindacale, l’economia, la sociologia e in particolare la sociologia del lavoro. La catalogazione informatizzata in SBN di questo fondo, iniziata nel 2010 e conclusa per il corpus librario principale nel 2011, viene proseguita man mano che vengono donati nuovi volumi.
 
Fondo Gianni Grassi
Gianni Grassi (Parma 1939 – Roma 2007), sociologo, sindacalista e giornalista, ha fatto della sua morte un capolavoro di comunicazione e un esperimento – dettagliatamente narrato – di rapporto con i medici. Si è sempre battuto per un rapporto migliore fra medico e paziente, fino a cercare di realizzarlo sulla propria persona quando è stato colpito dalla malattia.
Per un’informazione completa su Gianni Grassi, la sua biografia, gli scritti, l’attività politica – è stato tra i fondatori nel 1970 di Avanguardia Operaia – e soprattutto la riflessione sul rapporto medico-paziente degli ultimi dieci anni della sua vita, quelli della “carriera oncologica” come la chiamava, si rimanda al sito www.giannigrassi.it.
Il Fondo librario, che è costituito da 113 opere, è stato donato nel 2008 ed è stato interamente catalogato e soggettato su SBN.
 
Fondo Pietro Merli Brandini
Presidente del CENFORM-Centro Formazione e Studi di Roma, esperto di relazioni industriali e del lavoro, Pietro Merli Brandini è stato responsabile del Dipartimento delle relazioni economiche e industriali del sindacato CISL e Segretario confederale dell’organizzazione. Membro del Comitato Economico e Sociale dell’Unione Europea, membro del Consiglio di consulenza dei Sindacati presso l’OECD. Ha fondato e presieduto l’ISRIL – Istituto di Studi sulle Relazioni Industriali e del Lavoro. Nella pubblicistica di carattere scientifico ha affrontato, in particolare, l’analisi dell’evoluzione del sistema contrattuale in Italia, le problematiche del rapporto tra contrattazione nazionale e decentrata, della regolazione dei processi economici. Ha pubblicato un manuale di relazioni industriali.
Il Fondo librario è stato donato nel marzo 2010 è consta di 126 opere. Ne è stata completata la catalogazione informatizzata in SBN, corredata di soggettazione.
 
Fondo Vincenzo Saba
Vincenzo Saba è nato il 23 settembre 1916 a Ozieri (SS). Si è laureato a Roma, in lettere e filosofia, nel 1938. Ha dedicato tutta la sua vita al movimento sindacale. Dopo alcuni anni (fra il 1943 e il 1950) nel quale è stato impegnato nel sindacato della sua categoria, dirigendone il periodico “Il rinnovamento della scuola” è stato chiamato a far parte dell’Ufficio studi della Cisl e successivamente, ha diretto il Centro Studi della Cisl a Firenze e l’Ufficio Studi della Cisl a Roma. Nel 1971 è stato uno dei soci fondatori della Fondazione Giulio Pastore, di cui è stato presidente dal 1993 al 2000 e presidente emerito dal 2001 fino alla sua morte, avvenuta il 21 ottobre 2011. È stato anche Consigliere nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL) e primo presidente dell’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (ISFOL).
Dal 1970 al 1977 ha insegnato Storia dei movimenti sindacali e delle relazioni industriali, nella Libera Università Internazionale di Studi Sociali (LUISS), in Roma. Ha collaborato al Centro di Studi e documentazione della Fondazione Giulio Pastore e ha diretto la rivista bibliografica “Lavoro & Sindacato”. Ha svolto anche un'intensa attività di formazione sindacale.
Come ha sottolineato Raffaele Bonanni, allora segretario generale della Cisl, in occasione della scomparsa del professore, “Vincenzo Saba è stato uno dei padri fondatori della Cisl. Un punto di riferimento costante ed un ancoraggio culturale e valoriale. Saba ha rappresentato e rappresenterà sempre la nostra memoria storica. Ed uno degli esempi più fulgidi di fedeltà ai valori fondativi della Cisl. Tutto il gruppo dirigente della nostra organizzazione si è formato attraverso la lettura degli scritti di Saba. È una grave perdita per la Cisl e per tutto il movimento sindacale italiano. La Cisl gli deve moltissimo e non lo dimenticherà mai”.
I suoi studi sulle origini dell’associazionismo sindacale italiano prospettano, in piena sintonia con la dottrina di Mario Romani, chiavi storiografiche che declinano in modo innovativo i rapporti tra economia, società e azione politica. Le sue analisi sulla Cisl delle origini aprono nuovi percorsi di ricerca lungo il Novecento sino all’attualità. In innumerevoli pagine minori ci ha lasciato un patrimonio inesplorato di analisi critica di mezzo secolo di storia sindacale e delle relazioni industriali. Per decenni, nell’umiltà di un’applicazione quotidiana del lavoro intellettuale e dell’impegno civile, Saba ha fatto della sapienza dello scienziato sociale la palestra di addestramento dei giovani ricercatori e il punto di riferimento per la crescita culturale dei lavoratori e delle loro organizzazioni.
Il Fondo librario è stato donato dalla famiglia Saba nel febbraio 2012.
Da aprile 2012 è in corso di svolgimento la catalogazione informatizzata in SBN, corredata di soggettazione (2451 opere a febbraio 2016).
 
Altre donazioni
Dal 2010 in poi la Biblioteca FGP si è arricchita di documentazione monografica e seriale donata progressivamente da Enrico Giacinto e Raffaele Delvecchio.
Nel corso del 2013 e 3014 sono state donate due raccolte librarie rispettivamente dall’Associazione BiblioLavoro e dalla Federazione Italiana Lavoratori Costruzioni e Affini - Filca Cisl. Infine a gennaio 2016 è stato donato un consistente fondo librario dalla Federazione Nazionale Pensionati - Fnp Cisl, la cui acquisizione è in corso.